2021: l’anno della ripresa economica!

Dopo aver vissuto un periodo difficile legato alla situazione pandemica, il mercato dell’edilizia ha ripreso a crescere (+ 9,2% nel 2021), trainando anche il settore serramenti (+10,6% il tasso dei ricavi nel 2021). 

Una situazione di rilancio che sta andando oltre le più rosee aspettative, dovuta a un mix di fattori, che stimolano una frenetica corsa all’acquisto dei serramenti (e non solo) da parte dei consumatori. 

Superbonus, ecobonus, bonus casa, sconto in fattura e cessione del credito: queste sono le misure che hanno creato una “tempesta perfetta”. 

Una situazione che stata fortemente voluta dal Governo, fin dal decreto rilancio e successivamente dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per efficientare da un punto di vista energetico il patrimonio immobiliare italiano, ridurre i consumi termici ed energetici, oltre che le emissioni di gas serra, responsabili del surriscaldamento globale del pianeta.   

Eppure, all’inizio, l’introduzione del Superbonus 110% aveva destabilizzato l’intero mercato: prima per le difficoltà burocratiche circa l’attuazione della misura, poi per la cattiva comunicazione, basata sullo slogan “finestre gratis per tutti”, che ha generato false aspettative nei consumatori.

Poi è accaduto quello che tutti si auguravano: il decreto semplificazioni (con la CILA semplificata) ha dato nuovo slancio ai lavori del superbonus 110% (36.000 gli interventi asseverati al 31.07.2021) e le ristrutturazioni edilizie progressivamente hanno beneficiato, a pieno regime, dei bonus fiscali “minori”, ma pur sempre incentivanti. 

Le imprese più grandi e strutturate hanno così sfruttato la prima misura, mentre serramentisti e rivenditori di dimensioni più piccole si sono concentrati nell’utilizzo dei restanti bonus fiscali, applicando anche lo sconto in fattura e della cessione del credito. 

Tutto il comparto edilizia è oggi in “ebollizione”: imprese di costruzione, progettisti, ingegneri, geometri, direttori dei lavori, serramentisti, rivenditori, installatori e addetti al settore stanno facendo “salti mortali” per mandare avanti le commesse e i lavori sui cantieri. 

Ma davvero è tutto oro quello che luccica? 

Purtroppo, a fronte dell’aumento improvviso della domanda dei beni da costruzione, si manifestano diversi problemi da un punto di vista dell’offerta:

  1. La speculazione internazionale sulle materie prime ha portato, in pochissimi mesi, al rialzo di tutte le materie prime: dall’alluminio al legno, dal PVC all’acciaio, che si sta riflettendo nell’aumento dei prodotti finiti.
  2. Le aziende fanno sempre più fatica a reperire profili, accessori e materiali destinati alla produzione dei serramenti nei volumi richiesti e soprattutto nei tempi necessari per l’evasione tempestiva degli ordini.
  3. Sul mercato risulta sempre più difficile reperire: installatori, manodopera qualificata, ponteggi e mezzi atti a portare avanti i lavori sui cantieri. 
  4. I ritardi dei fornitori nelle consegne dei materiali, che in diversi casi superano anche i 5- 6 mesi (contro i canonici 30 – 60 giorni), stanno stressando tutta la filiera dell’edilizia e della serramentistica.

L’incertezza dei mercati: cosa fare?

Stiamo vivendo un periodo storico particolare: la domanda interna supera l’offerta, la “scarsità” crea valore, il valore genera un prezzo più alto. 

Non solo: tutto questo comporta anche la revisione dei contratti di vendita, a causa degli aggravi dei costi e dell’allungamento dei tempi di consegna. 

Non parliamo poi delle preoccupazioni delle PMI circa il paventato aumento dal 30% al 40% delle spese legate all’energia elettrica e al gas.

Cosa fare in una situazione di mercato così altalenante? 

Sicuramente occorre mantenere la calma, ma certo non bisogna nemmeno restare “alla finestra”.

Prima di tutto bisogna valutare bene la situazione economica e finanziaria dell’impresa: vendere non significa necessariamente guadagnare. 

A nessuno piace avere “ordini solo sulla carta”, che poi non si trasformano tempestivamente in evasioni di commesse e in montaggi veloci che portano liquidità in azienda e profitti per l’impresa. 

Il rischio da evitare, nella foga del lavoro, è quello di perdere di vista la meta ed essere travolti dalla “tempesta perfetta”.

Se un’azienda non guadagna: a cosa è servito lavorare così tanto?

Ci vuole quindi prudenza, ma anche capacità di saper leggere il mercato e fare un bilancio previsionale prima di arrivare alla fine dell’anno.

Insomma: quando il mare è in tempesta, bisogna cambiare rotta verso porti sicuri e profittevoli. 

In quale direzione andare?

Dopo aver fatto queste analisi, cerchiamo di capire cosa c’è all’orizzonte e in quale direzione è possibile andare, almeno nel breve periodo.

Sì, perché nessuno è grado di prevedere il futuro e qualcuno già parla di rallentamento fisiologico nel 2022.

Meglio sfruttare l’ultimo trimestre del 2021, prima che tutti torni alla normalità?

Mancano più di tre mesi alla fine dell’anno e alla scadenza dei bonus fiscali: ecobonus, bonus casa, bonus sicurezza, ecc.

Tutti ci auguriamo che vengano rinnovati dal Governo, compreso lo sconto in fattura e la cessione del credito che hanno contribuito a dare vigore al mercato.

Ad oggi nulla è sicuro. Quello che è certo è la scadenza dei bonus, fissata per il 31 dicembre 2021. 

Pertanto se sei tra quelle imprese serramentistiche che non hanno ancora avuto la possibilità di sfruttare la misura dello sconto in fattura legato ai bonus fiscali, questa è la leva da utilizzare per aumentare subito liquidità, fatturati e profitti.

Certo ci sono anche altre strategie e strumenti che potrebbero essere implementati, ma richiederebbero più tempo. 

A fronte di molte imprese che non prendono più lavori se non per gennaio, febbraio o marzo 2022, ci sono tanti serramentisti e rivenditori che non si trovano in queste condizioni e che non hanno saputo o voluto sfruttare lo sconto in fattura. 

L’ultimo “colpo di coda”, prima della fine dell’anno, per assicurarsi l’onda più alta: quella di tutti i “clienti ritardatari” che vogliono essere sicuri di beneficiare dei bonus fiscali entro la fine dell’anno!

Ciò permetterà, non solo di chiudere nuovi contratti, ma di acquisire la liquidità necessaria, considerando che, con lo sconto in fattura, il cliente paga subito il 50% della fornitura.

E la restante parte? 

Ecco questo è il punto centrale della faccenda. 

La liquidità è essenziale per le imprese, come il carburante per le macchine. 

Su questo tema si gioca la partita.

Di fronte a scelte difficili: vincerà chi ha saputo non solo mettersi in gioco, ma anche organizzarsi per bene.

Non è tanto un fatto di coraggio o di saper cogliere le occasioni, ma di strutturarsi per non essere travolti dalla “tempesta perfetta”. 

Non solo le pratiche del superbonus, ma anche quelle legate allo sconto in fattura per ecobonus o per bonus casa stanno creando non pochi problemi e grattacapi agli operatori. 

Molti hanno cercato di fare da soli navigando in acque poco sicure o con l’aiuto di qualche commercialista o del loro fornitore.

Il risultato è che, ad oggi, sono ancora tanti i serramentisti e le imprese che, a distanza anche di 5 o 6 mesi, non hanno ancora ottenuto il buon esito di molte pratiche presentate, anche se hanno terminato da tempo i lavori. 

A questa situazione si aggiungono le segnalazioni che sono pervenute in associazione:

  • Molti fornitori non acquistano più i crediti fiscali, perché hanno raggiunto i limiti dei loro plafond o affidamenti bancari. 
  • Le pratiche rallentano o restano ferme, perché sono carenti o mancano di alcuni documenti essenziali ai fini dell’iter procedurale o obbligatori come la marcatura CE dei serramenti.
  • Le difficoltà di dialogo con le banche o con gli istituti finanziari, senza il necessario supporto di consulenti esperti in grado di interagire direttamente sulle piattaforme bancarie, stanno rendendo ancora più difficile la lavorazione delle pratiche, anche ai fini di una tempestiva liquidazione dei crediti.    

Dopo anni di crisi, siamo al paradosso: il problema non è più vendere, né incassare, ma ridurre i tempi del “ciclo lavorativo” (dagli acquisti alla lavorazione delle commesse, dalla consegna all’installazione dei manufatti) e soprattutto quelli legati alla gestione delle pratiche fiscali ai fini della liquidazione dei crediti.  

Il tempo diventa il fattore più importante, rispetto al ciclo lavorativo, economico e finanziario, che sembrano essersi allungati. 

Certo non è piacevole lavorare in queste condizioni e, prima o dopo, la “tempesta perfetta” finirà. 

Nel frattempo però il rischio è quello di arrivare a fine anno con il fiato corto, come dopo aver corso una lunga maratona ed essersi fermarsi a pochi metri dal traguardo.

Sarebbe un peccato non poter raccogliere i frutti di un anno vissuto così intensamente, o peggio, subire delle perdite impreviste.

Ma la “tempesta” ancora non è finita. Sta a te, ora, renderla “perfetta”, prima che arrivi la fine dell’anno. 

Alessandro Guaglione 

Vice Presidente UNICEDIL – Associazione Nazionale Serramentisti

UNICEDIL per favorire il rilancio delle proprie imprese associate, ha da tempo implementato il servizio UNIECOBONUS per la gestione delle pratiche legate allo sconto in fattura dei vari bonus fiscali: ecobonus, bonus casa e bonus facciate.

Un sistema “chiavi in mano” che consente, oggi, a centinaia di imprese della serramentistica, di essere seguite tramite un supporto concreto ed operativo per evitare i classici errori che spesso ostacolano il buon esito delle pratiche fiscali.